Mandola Tenore (o bassa) Tenor (or basso) Mandola

 Nella musica ottocentesca, gli strumenti a plettro (a parte il mandolino), non hanno mai avuto una loro precisa accordatura: mi riferisco in particolare alla mandola le cui partiture erano scritte in chiave di violino, accordata E – A – D – G (proprio come il mandolino, ma con suoni reali un ottava inferiore) nonostante il suo diapason (430mm) esigeva un’accordatura più alta, del tipo A – D – G – C (contralto). In poche parole il diapason non era adeguatamente lungo per sostenere un’accordatura così grave:

suoni reali:

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scrittura convenzionale identica a quella del mandolino:

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In conseguenza di ciò ne derivava una carenza di armonici, note non molto “pulite”, volume alquanto debole ecc. Questa confusione si è protratta fino ai nostri giorni, penalizzando la mandola della sua splendida timbrica, stravolgendone l’accordatura e di conseguenza limitandone l’utilizzo in virtù della sua scarsa resa acustica. Sollecitato dall’esigenza di chiarire ciò che per anni erroneamente è stato fatto, e rendere “giustizia” alla mandola contralto, viene qui presentata la mandola tenore (o bassa), strumento pensato e progettato da me (non esistendone modelli cui fare riferimento) accordabile finalmente E – A – D – G. Con ciò si spera che venga “ripristinato” quel rispetto e gusto musicale necessario a mantenere in vita una delle più belle “voci” della famiglia dei plettri (contralto) voce che, per dei musicisti poco esigenti e dei costruttori poco attenti, stavamo rischiando di dimenticarne l’esistenza…

Tempo di realizzazione: sei mesi
Peso: 1.100 grammi;
Lunghezza: 860 mm
Legni usati: Acero, palissandro (per la cassa), abete (piano armonico), ebano, palissandro (tastiera).
Pitturazione: opaca o brillante (pitturazione a tampone alla gomma lacca)
Diapason: 500 mm

Numero tasti: 15
Corde: I^E 0.14 – 2^A 0.20 – 3^D 0.40 – 4^G 0.60 in acciaio.

Numero di doghe: 11.

Estensione:

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In the 19th century music, all plectrum instruments, except for the mandolin, didn’t have a precise tuning : the mandola, in particular, had its scores written in treble clef, and was tuned E – A – D – G (just like the mandolin but with the real notes one octave lower) although its diapason (430mm, 172 inch.) required a higher tuning such as A – D – G – C (contralto). In other words, the diapason wasn’t long enough to allow such a low pitched tuning :

real notes :

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conventional writing, identical to the one used for the mandolin :

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As a consequence, there was a lack of harmonics and “clean” notes, the volume was weak etc. This confusion has continued until our days. It has penalized the enchanting timbre of the mandola, distorted its tuning and, therefore, limited its use because of its weak acoustic output. Driven by the need to clarify what for years has been wrongly done and to give the contralto mandola its merit, I would like to introduce you to the tenor (or basso) mandola, an instrument thought and designed by me (with no reference models) to finally fit a tuning E – A – D – G. Hopefully this will be a valid contribution to the renewed respect and musical taste able to honour one of the most beautiful “voices” of the plectra family, the contralto, which was about to disappear thanks to non demanding musicians and superficial artisans of plectrum instruments.

Time required for construction : six months
Weight : about 1.100 grams; (2,64 lbs).
Length: 860 millimeters (344 Inch.)
Number of frets : 15
Types of wood employed : maple wood and rosewood for the body, firwood for the front of the harmonic box. Ebony and rosewood for the fingerboard.
Polishing : the instrument can be either opaque or hand polished (blotted polishing with shellac)
Strings : steel I^E 0.14 (Inch.), 2^A 0.20 (Inch.), 3^D 0.40 (Inch.), 4^G 0.60 (Inch.)
Tuning : see above

Number of stoves: 11.

Sound range :

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